Non Facciamolo Bruciare – Report 9/9/23

Il laboratorio di sabato 9 settembre “Non facciamolo bruciare” all’interno del MeNeCuro Festival organizzato per la Comunità del Bosco del Monte Pisano dal team Animazione-Partecipazione in collaborazione con lo Sportello di Agroecologia di Calci e con il Presidente del Coordinamento del Volontariato Antincendio Boschivo del Monte Pisano –  ha visto la partecipazione di una ventina di persone interessate nel tema della prevenzione del rischio d’incendio e del dissesto idrogeologico.

Molte, tra i partecipanti, le persone da sempre impegnate sul territorio all’interno dell’amministrazione comunale e dell’associazionismo ma presenti anche cittadini vecchi e nuovi di Calci che hanno portato le loro visioni, idee, preoccupazioni e competenze. 

Tra le parole-chiave emerse ci sono CONSAPEVOLEZZA, EDUCAZIONE, COMPETENZA, CURA, COOPERAZIONE.

 “Un incendio si previene 20 anni prima”. La prevenzione non può eliminare gli incendi ma attutire la loro capacità distruttiva. Dagli ultimi anni di monitoraggio risultano questi dati: Il 39 % degli incendi sono dolosi, il 34% causati involontariamente.  Su questi 34% si può lavorare, spesso una maggiore consapevolezza può evitare situazioni di rischio. Il Sistema Antincendio Boschivo (AIB) della  Toscana  è un esempio in Italia e in Europa di organizzazione esemplare. 

Le organizzazioni AIB sono sempre alla ricerca di volontari. Nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa?

Una buona pratica emersa riguarda proprio quella attuata dall’Amministrazione di Calci che rilascia l’autorizzazione agli abbruciamenti – purtroppo prassi rischiosa attuata da molti olivicoltori e in generale cda chi lavora in campagna – solo dopo che il proprietario del terreno ha preso visione ed accettato le norme relative alla prevenzione.

Emerge anche la difficoltà di realizzare il diradamento boschivo che molto aiuterebbe a evitare la diffusione rapida degli incendi: spesso non compresa dai cittadini e da coloro che non hanno competenza approfondita sul tema, viene talvolta osteggiata da alcuni enti preposti all’autorizzazione causando così danni maggiori al territorio.

Durante il suo intervento, il geologo Pietro Curzio, presidente dello Sportello di Agroecologia,  ha mostrato come funziona il sistema drenante in un ambiente terrazzato. E si è potuto vedere come diversi substrati reagiscono in modo diverso alla sommersione in acqua (come in un evento estremo quando cade tanta pioggia in poco tempo). La discussione ha portato ripetutamente alla luce il problema dell’abbandono di molti terreni, l’incuria, ma anche alcune sue cause come la frammentazione delle proprietà, la mancanza di una gestione coordinata, la mancanza di aiuti, la difficoltà a causa di regolamenti e vincoli.

La cura, la presa in considerazione del territorio, del nostro ambiente, ci riguarda tutti e la conoscenza e l’educazione sono i primi passi per aumentare la vivibilità e la sicurezza per tutti.

Sul sito della Comunità del Bosco a breve anche possibili soluzioni attuabili dai cittadini.

Attività realizzata nell’ambito del progetto “Sottopiano 3 – POA 2014-2020 – Decreto di concessione N. 67730 CUP J98H22000280001

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